Come un petalo nel vento

Ci vogliono inermi
come lo è un petalo leggero
strappato con rabbia dallo stelo
che è sangue e linfa.

Ci vogliono persi
come lo è un ragazzino drogato
dai loro assegni circolari
e dal loro reinserimento forzato.

Ci vogliono stanchi
come lo siamo a fine giornata
con un lavoro che è contro la vita breve
che sparisce nel balenio di pochi anni infami.

Ci vogliono estranei
perché assieme siamo forti,
divisi siamo facile gregge
da governare e licenziare.

Vogliono da noi la pace,
una tregua dal sapore amaro
di servilismo e terrore,
accettazione e malinconia.

Temono le barricate;
le avranno. Vi troveranno
il popolo figlio di Parigi,
dell’Ottobre e delle borgate.

Non saremo più confusi
avremo una rotta che è vivere,
avanzando incessantemente
verso l’alba della Rivoluzione.

Avete mai sentito di un fiore
che vola sul mare e ciondola
ma il vento riprende a soffiare
affinché il petalo poggi a nuova terra?

Cosa conta di più
esistere e tacere,
correre inermi tra le braccia del tempo,
o soffiare via la notte dal mondo?

Non dobbiamo aver paura
o lasciarci ingannare da promesse
figlie di un libertà a senso unico.
Il petalo che poggia sul fucile, ruggisce

O si sgretola silente
come linfa al ciclo infinito
di una schiavitù sonnambula,
con solo l’amore come stelo morto.

 

-Erostrato

 

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