PRIMO SPECIALE #25

Tre racconti tra passato, presente e futuro
Copertina di Masaniello e Platano
L’Adonis: poesia di un passante versovversivo


Galleria 25 Aprile

Rinardo

Il mio odio per i fascisti iniziò a quindici anni, durante il primo anno all’istituto per Geometri di via Pianciani, poco dopo il 25 aprile del ’73. Lì venni espulso da “tutte le scuole del regno” e non mi rimase che iscrivermi ad un Centro di Formazione Professionale, non statale. Tutto partì da una frase che dissi durante l’ora di religione: “A professò c’hai rotto er cazzo co’ Mussolini, ma quanno ce parli de Gesù Cristo?”. Il prete faceva il cappellano militare per la X Mas durante la guerra. Mi aggredì e malmenò, per sfuggire gli passai sotto le gambe e… non ho resistito. L’urlo si estese per tutto l’istituto. Quando rientrai a rapporto dal Preside dopo i cinque giorni di sospensione, notai sulla sua scrivania il busto in bronzo lucido del Duce, con l’elmetto e la tipica faccia da cazzo che lo contraddistingueva. Pensai… sono fritto! Il Preside mi insultò e ad un certo punto decisi fosse ora che la smettesse…

“Il venticinque aprile è nata una puttana e gli hanno messo nome Democrazia Cristiana”

Questo era uno slogan tipico del ’77. Ma il 25 aprile non si poteva ridurre a questo. Me lo aveva spiegato Nino Frezza, un partigiano di Centocelle. “La Resistenza è stata una lotta di popolo e di tutte le forze politiche antifasciste”. Viveva a via Ferrentino, Nino faceva lo “stracciarolo” e il cortile della sua casetta era sempre pieno di monnezza. Io, stronzeggiando senza sapere chi fosse, lo prendevo in giro dal balcone del CFP di via Ceccano, dove uscivo per fumare durante la ricreazione. Mi sparò una fucilata di sale grosso che per fortuna mi lisciò. Betta, una compagna di Lotta Continua che insegnava al CFP, mi disse chi era Nino. Con la coda tra le gambe andai subito a casa sua per chiedergli scusa. Da quel giorno, tutti i giorni, passavo a salutarlo con rispetto. Nino mi raccontò alcune storie e mi fece scendere nella galleria sotto casa sua che si intersecava con altre gallerie; dentro le quali anche Paolo Renzi, partigiano di Centocelle vecchia, vi custodiva un deposito d’armi durante l’occupazione nazista. I fascisti lo scoprirono, lo torturarono e lo fucilarono a Forte Bravetta, poco prima della liberazione di Roma, il 4 giugno del 1944. Oscar un giorno, mentre caricavamo palanche e tubi innocenti sul camioncino per montare il primo palco del Forte Prenestino appena occupato, mi disse: “La vedi quaa galleria chiusa a mattoni e blocchetti? Se ce dovesse sta’ un colpo de Stato, tu e li compagni tua, riaprite ‘a galleria e percoretela pè trenta metri…” Adriano, un partigiano dei Gap dell’ottava zona, morto tre anni fa, mi raccontò anche lui delle gallerie di Centocelle vecchia e di quanto i fascisti e nazisti le temevano, evitando di percorrerle. Mi parlò anche del prezzo che la Resistenza pagò per il riscatto morale del Paese e per non subire l’occupazione alleata*. Per lui il 25 aprile è la festa più bella dell’anno, dove si celebra la vittoria sui nazifascisti di tutti gli antifascisti e le antifasciste, almeno per un giorno si possono sentire uniti.

Viva il 25 aprile! Onore ai combattenti e alle combattenti della guerra di liberazione! Ora e sempre Resistenza!

*Circa 50.000 furono i partigiani e le partigiane cadute in combattimento, fucilati o impiccati, su un totale di combattenti effettivi di poco superiore ai 310 000.


Se la meritamo proprio

L’amico de Nando

Hai sentito? Finarmente vonno conferì ‘na medaja a Centocelle pe quanto fatto dalla popolazione durante er nazifascismo. Se la meritamo proprio” me dice Gino, er nonno de Nando, l’amico mio da na vita. “Nun solo semo stati quelli che hanno liberato ‘sta borgata pe mesi durante er regime, ma ‘sto spirito antifascista l’amo conservato e perpetuato dopo. Pensate che nell’anni ’70, quanno er movimento sociale voleva aprì ‘na sede a via delle Ninfee, gliel’amo murata, pe nun parlà de quanno amo fatto li scontri a Piazza dei Mirti pe impedì er comizio de Caradonna deputato e picchiatore fascista. Dalla mattina Piazza dei Mirti e le strade attorno so state occupate da migliaia de persone, omini, donne co li regazzini, operai; da li barconi e persino da li tetti sventolavano bandiere rosse”.

Nando de rimbarzo: “Puro l’anni dopo amo impedito la calata de Forza Nova a Centocelle, ‘nmare de gente e venne puro Ingrao”.

Er nonno continua: “Centocelle è stata sempre ‘na borgata ribelle. Amo fatto li scontri pe l’aumento de li bijetti de la Stefer, amo fatto l’autoriduzione dee bollette, amo liberato spazi abbandonati e degradati, come Forte Prenestino, ‘o spazio de 100celleaperte, l’ex casale Farchetti e puro er Bam. Amo fatto la lotta pe nun fa diventà er cinema Brodway un Centro commerciale, le battaje pe fà diventà un vero Parco quello Archeologico de Centocelle, o quelle contro l’antenne o contro li sfratti, pe nun parlà d’a lotta pe restituì ‘no spazio frutto de ‘nprogetto partecipato de Quartiere a via Fontechiari. Lì ce so’ locali pe ‘nteatro, ‘na ludoteca, servizi pe li cittadini, che so’ pronti da anni, voti e abbandonati. E poi vanno a rompe li cojoni a li spazi sociali che funzionano”.

Ciavevano ragione li studenti ch’avevano scritto ‘no striscione d’apertura de li cortei p’er 25 Aprile, fatti in zona, che a Resistenza vive nelle lotte sociali.”

Nando se ringalluzzisce e dice: “C’ero puro io a ‘sti cortei. “Anch’io” faccio “l’amo organizzato assieme”.

Er nonno Gino è ‘nfiume npiena. “Sarà stato er 6 Aprile der ’71. Insieme a tanti artri compagni organizzammo l’occupazione de le case, pronte e abbandonate da tempo, a via Carpineto a Centocelle. Me trovai davanti a ‘no scantinato der Quarticciolo. Aiutavo ‘na famija che abitava ner sottoscala umido, pieno zeppo de sorci e scarafaggi, a caricà du brande sur tetto de “Carolina” la mia sgangherata 600 blu. Nun posso dimenticà l’occhi de li bambini de quella famija che me guardavano come se fossi Gesù ‘nterra… Finarmente potevano avè ‘na casa decente. Arrivati a via Carpineto, entrammo e fu festa. Questo succedeva er Sabato sera, ma er lunedì mattina la Celere arrivò in forze, strinse il quartiere in una morsa e iniziò lo sgombero. Arcune famije se ne annarono subito, artre resistettero e fu er caos. Quarcuno arzò er tiro e ci fu lancio de molotov e scontri. Li studenti der Francesco d’Assisi vista la situazione proclamarono lo sciopero e partirono in corteo. Arrivati all’artezza de via dei Glicini la polizia li caricò, fu un fuggi fuggi tra le vie de Centocelle inseguiti da le guardie. Arcuni se rifugiarono n’a sede de l’anarchici, er Kronstadt de via dei Frassini, la polizia fece irruzione e arrestò 17 compagni. Er giorno dopo li giornali montarono un can can addebitando a li compagni ogni reato possibile. Furono assolti ma scontarono diversi giorni de galera. Così annava allora…”.

Così va anche oggi” ribatte Nando e rivorto a me me dice: “Saannamo?”.

Poi guarda er nonno: “A Gi’, se vedemo er 2 Giugno ar Parco Archeologico de Centocelle, pe ‘na festa contro er Pentagono italiano che vonno mette qua e puro pe ottenè subito a bonifica. Vedi de stacce, perché ce devi sta’ puro ‘sta vorta”.

Gino ce guarda e con aria furbetta arza er pugno chiuso.


Il giorno che avvistammo BodyZ7

FelynX #romapirata

vr:2001:41d0:1:1b00:94:23:64:24 | 2077-04-14H13:45:21
Chip 64°C, raffreddamento a un passo dalla soglia critica.
L’elaborazione brute force non ha prodotto ancora risultati nella ricerca della passphrase per accedere al security node di Bruxelles.
Fermo, fermo, FERMO, FERMATI! Non uscire dal pathway!
Lì, dietro l’angolo, vedi? Sembrano tre vecchine sedute alla panchina, immobili, apparentemente innocue. In realtà sono BodyZ7, robot vigilanti di settima generazione, dotati di algoritmi behavior analysis. Ti vedono, osservano aspetto e movimenti, ti ascoltano, incrociano le informazioni con gli ultra-data. Se ti rivedono possono prevedere tutte le tue mosse e sei fatto.
Dobbiamo rapidamente raggiungere Xylef al centro Piratstrike del porto, prima che i chip fondano. Hanno anche dell’ottimo grog.

Cerca un percorso alternativo sulla mappa, siamo in 40.20850,18.25254, usa il simulatore crackato che non lascia tracce, e attiva il layer Anopticon. Dai, forza. Abbiamo poco tempo.
UEEE! UEEE! UEEE! Cazzo, ci stanno tracciando, ci sono quasi addosso.

USA IL JUMP! USA IL JUMP! DAI! ORA CAZZO!

[[[jump]]]

geo:41.87205,12.58220 | Roma | 2017-04-14 H 22:31:40
Porc-, che puzza di fumo, apri la finestra. Dove siamo finiti?
Guarda questi appunti, sembra un covo di hacker, ma per fortuna non c’è nessuno.
Dici che siamo al sicuro qui?
Guarda la lavagna, c’è una mappa, “Mappa critica collaborativa”. Sarà un laboratorio o fanno corsi?

Qui invece un manuale: “DigiResistance HowTo”. Piattaforme indipendenti, free software, digital commons… mi ricordo quando ce ne parlava il nonno di Xylef.
Senti qua: “Hai niente da nascondere? Sul tuo computer ci sono molte informazioni: i siti che visiti, le persone con cui parli, i messaggi, sono monitorati in modo sistematico. Possono sapere chi sei, dove vivi, chi frequenti, il tuo carattere”.

Minchia, già stanno messi così nel 2017?
“Un Malware può prendere il controllo del tuo computer, trasformandolo in una microspia tecnologica. Una tecnica sempre più usata dalle polizie di tutto il mondo”.
Dai, lascia perdere, piuttosto dobbiamo capire cosa fare ora.
No, no, aspé. Interessante questa roba, cioè, sessant’anni fa si preoccupavano di resistere ai sistemi di controllo e di difendere la privacy. Sembra quasi riescano a capire cosa accadrà in futuro.

“Per proteggersi da attacchi abbandonare Windows a favore di un sistema open source come GNU/Linux. Per proteggere i dati cifrare il disco con una password complessa da mantenere segreta. Scaricare le email cancellandole dai server e custodirle al sicuro sul disco cifrato.”

E continua con consigli su password, cancellazione dei file, navigazione cifrata con un sistema che si chiama Tor, e poi sui dispositivi mobili. Qui hanno fondamentalmente solo i telefoni ma cominciano a diffondersi anche altri dispositivi.

Lo senti anche tu? Cosa? Questo ronzio… SONO DRONI!… JUMP! JUMP! JUMP!… ORA!
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Libreria Calusca, Milano | 05/12/1989 H 21:05
Fermo, non spingere. Ahi! Il piede. Dove siamo? In uno sgabuzzino e qui fuori c’è gente, parlano, sembra una biblioteca.

Che dicono? Zitto, fammi sentire.

Stanno provando qualcosa… una rete. Ora mettono un aggeggio su un telefono… ma pensa, quello è un accoppiatore acustico! Stanno provando a collegarsi con Roma, col collettivo Logos in una cantina.

Cyberpunk, Rete Telematica Alternativa, Decoder, Interzone, Hacker Art…

Mah, questo non sembra un posto sicuro per noi. Salta và…

[[[jump]]]

Via Fellecchia, Andria (BA) | 15 agosto 1977, ore 14:00
Sole, caldo, silenzio, strade deserte, cicale… canicola!
Coraggio, ce l’abbiamo fatta anche ‘sta volta.
SSST! Che c’è? Guarda, ci sono i BodyZ7, le tre vecchine. Torniamo nel vicolo e speriamo che non ci abbiano visto. Ma non è possibile, siamo indietro di cento anni, non possono mica esistere.
Aspetta, sta succedendo qualcosa, cigola un portone. È un ragazzo, lì nella piazza. Ma che fa? È fermo dietro al vaso, si abbassa, passa dietro alla macchina rossa a forma di vasca da bagno. Ma perché? Si nasconde, sembra non volersi far vedere dalle vecchine.
Ho capito tutto… siamo fottuti!

Per saperne di più:

http://www.ilpost.it/carloblengino/2016/11/02/ho-qualcosa-da-nascondere/

http://tramaci.org/anopticon/

https://felynx.wordpress.com/2014/06/28/interzone/

https://we.riseup.net/avana/opuscolo

https://prism-break.org/

retro

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